Giveaway: la – folle – normativa italiana in materia

Giveaway: la – folle – normativa italiana in materia

Carlotta Stacchini

Carissimi, buongiorno a tutti voi e buon Sabato, oggi parliamo di giveaway, in particolare di come – non – farli!

Come qualcuno ha già letto dalla mia pagina Facebook, ieri mi sono infatti scontrata con i numerosi ostacoli che la legge italiana pone quando si vuole organizzare un giveaway.

Talmente tanti che, almeno per quanto mi riguarda, ho deciso di lasciar stare e non farne di nulla.

Dato però che vedo in giro molta disinformazione, ho deciso di andare un po’ OT rispetto ai contenuti abituali del blog e di riportarvi di seguito quella che è la situazione italiana in materia di giveaway e simili, qualora qualcun’altra di voi avesse per la mente di indirne uno.

Andiamo con ordine.

Come sapete alcune settimane fa avevo deciso di indire un piccolo giveaway per la giornata di domani e con scadenza domenica prossima, giorno in cui ho organizzato un piccolo evento tra amiche a casa mia, collegato al blog.

Ho quindi comprato alcuni prodotti per il premio – pensando anche di inserire un premio un po’ più importante – per omaggiare qualcuna di voi.

Anche se in passato ho sentito dire che i giveaway si sono progressivamente ridotti, soprattutto su Youtube, non potevo certo immaginare che la legge italiana arrivi a considerarli addirittura illegali qualora non si rispettino certi requisiti, che per una blogger di piccole dimensioni che vuole semplicemente fare un piccolo regalo alle sue lettrici sono a dir poco assurdi.

Inoltre non so voi ma io in rete ne vedo ancora molti, per cui pensavo, ingenuamente, che i problemi riguardassero solo il Tubo ma non i blog.

Errore!

Iniziamo col dire che nel nostro Paese non c’è una normativa ad hoc dettata appositamente per i contest che nascono nei blog e che generalmente hanno come scopo solo quello di far conoscere il blog, regalando un premio che spesso non supera nel totale il valore di 50 euro per cui, in mancanza di qualcosa di più specifico, la disciplina di riferimento è quella dettata dal Decreto del Pre­si­dente della Repub­blica del 26 Otto­bre 2001, n. 430 che rego­la­menta e disciplina le mani­fe­sta­zioni a pre­mio e, per­tanto, anche i con­test e i givea­way.

Cosa prevede questo DPR qualora qualcuno volesse indire una manifestazione che rientra nella definizione di “manifestazione a premi”?

Prevede che chiun­que decida di orga­niz­zare un con­corso lo deve comu­ni­care con 15 giorni di anti­cipo al Mini­stero dell’Economia e dello Svi­luppo (orga­ni­smo che segue le mani­fe­sta­zioni a premi) attra­verso la com­pi­la­zione di moduli appo­siti, pre­sen­tando il rego­la­mento del con­corso e la docu­men­ta­zione che approva l’avvenuto ver­sa­mento della cau­zione, che serve a garan­tire l’effettiva cor­re­spon­sione dei premi pro­messi.

Il tutto deve essere fatto alla immancabile pre­senza di un notaio, che dovrà garan­tire la buona fede dell’estrazione nel caso si uti­liz­zino sistemi come random.org per sta­bi­lire il vincitore.

E cosa succede se io non avessi voglia di spendere 1000 euro per assegnare un premio che ne vale forse 40?

La sanzione con cui potrei incorrere va da euro cin­quan­ta­mila ad euro cin­que­cen­to­mila.

Si, avete letto bene.

Praticamente è più facile evadere le tasse…

Vediamo cosa dice la legge nel dettaglio.

La normativa definisce un concorso a premi le manifestazioni che rispecchino una o più delle seguenti modalità:

Art. 2 (Concorsi a premio)

Sono considerati concorsi a premio le manifestazioni pubblicitarie in cui l’attribuzione dei premi offerti, ad uno o più partecipanti ovvero a terzi, anche senza alcuna condizione di acquisto o vendita di prodotti o servizi, dipende:

a) dalla sorte, sia che l’estrazione dei vincitori sia organizzata appositamente, sia che si faccia riferimento ad altra estrazione o ad altra designazione che dipende comunque dalla sorte;
b) da qualsiasi congegno, macchina od altro, le cui caratteristiche consentano di affidare unicamente all’alea la designazione del vincitore o dei vincitori dei premi promessi;
c) dall’abilità o dalla capacità dei concorrenti chiamati ad esprimere giudizi o pronostici relativi a determinate manifestazioni sportive, letterarie, culturali in genere o a rispondere a quesiti o ad eseguire lavori la cui valutazione è riservata a terze persone o a speciali commissioni;
d) dall’abilità o dalla capacità dei concorrenti di adempiere per primi alle condizioni stabilite dal regolamento, purché le modalità dell’assegnazione dei premi siano oggettivamente riscontrabili e i concorrenti che non risultino vincitori possano partecipare all’assegnazione di ulteriori premi.

E’ evidente che, mettetela come vi pare, un giveaway rientra in pieno nei punti che vi ho appena illustrato.

Quindi, affichè un Giveaway NON SIA considerato come un concorso a premio, NON deve avere queste caratteristiche:

  1. Non deve esser presente alcuna estrazione;
  2. Non si devono far esprimere giudizi a chi commenta;
  3. Non si devono fare pronostici;
  4. Non si possono fare quiz;
  5. Non si può scegliere il vincitore in base alla propria abilità nel fare qualcosa se questa viene valutata da terzi, ad esempio “il più bel make up votato su Facebook”;
  6. Non si deve inserire nessuna estrazione finale oltre al premio in palio.

L’art. 6 del DPR, poi, prevede alcune esclusioni, e quando l’ho letto ho ingenuamente pensato “ah, ma sicuramente il mio giveaway rientrerà tra le esclusioni!”.

E invece no!

A norma di questo articolo NON sono considerati concorsi e operazioni a premio:

a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività;

b) le manifestazioni nelle quali è prevista l’assegnazione di premi da parte di emittenti radiotelevisive a spettatori presenti esclusivamente nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni stesse, semprechè l’iniziativa non sia svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese;

c) le operazioni a premio con offerta di premi o regali costituiti da sconti sul prezzo dei prodotti e dei servizi dello stesso genere di quelli acquistati o da sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo, o da quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere;

d) le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di minimo valore, sempreché la corresponsione di essi non dipenda in alcun modo dalla natura o dall’entità delle vendite alle quali le offerte stesse sono collegate.

e) le manifestazioni nelle quali i premi sono destinati a favore di enti od istituzioni di carattere pubblico o che abbiano finalità eminentemente sociali o benefiche.

Mi sono interrogata su quel “oggetti di minimo valore” di cui alla lettera d), dato che non si specifica un valore e che i cosmetici che avevo scelto per voi non superavano, nel loro insieme, 40 euro e sapete cosa ho trovato?

Che il ministero competente, in un parere scritto sul punto, ha ritenuto “minimo” un valore pari o inferiore a 1 euro!

Questo significa che qualunque premio offerto superiore a quella cifra fa automaticamente rientrare il contest in un concorso a premi, con le limitazioni di cui abbiamo già detto e rischio di sanzioni molto pesanti qualora si voglia fare lo stesso.

Capite bene che nonostante, lo ripeto, la rete e Facebook siano pieni di questi giveaway, spesso organizzati con prodotti forniti direttamente dalle aziende alla blogger di turno (e qui le cose si fanno ancora più complesse, perché c’è tutto un problema aggiuntivo legato alla qualifica di soggetto commerciale che lo indice e nel quale eviterò di addentrarmi per non appesantire ulteriormente la lettura) ho deciso che per quanto riguarda lo spirito con cui volevo farlo io, non vale la pena di rischiare così tanto.

E meno che mai vale la pena di mettersi a fare tutta la trafila burocratica necessaria per essere in regola e per la quale, comunque, non avrei neppure le somme necessarie!

Per cui, con buona pace di chi mi segue, annuncio che non ci sarà nessun giveaway e la chiudo qui.

Con dispiacere e consapevole che sicuramente non ci faccio proprio una bella figura dopo che lo avevo annunciato con tanto entusiasmo, ma del resto credo che mi possiate capire o almeno lo spero.

Certamente non vi nascondo che mi dispiace molto constatare che come sempre, in Italia, siamo indietro su tutto.

Nonostante mi renda perfettamente conto che disciplinare un fenomeno come quello dei giveaway e dei contest non sia una priorità per il nostro Paese, è innegabile che così facendo si limitano e si ammazzano sul nascere delle iniziative fatte da persone che, semplicemente, fanno una cosa con passione e con impegno, spesso senza averne in cambio nulla, nè ritorno economico nè pubblicità, ma solo per la voglia di farlo.

I premi che avevo scelto sono cosmetici che ho comprato di tasca mia, sulla base del mio gusto personale e senza alcun tipo di imposizione esterna e non vedo perché, alla fin fine, non possa fare un regalo a chi mi segue da sempre.

Detto questo, dato che ormai molte cose le avevo già comprate, ho deciso che le regalerò alle amiche che mi raggiungeranno Domenica, a casa mia, per il pomeriggio con l’Esteta.

Secondo voi sono ancora libera di invitare 10 persone a casa mia e offrirgli un tè con dei biscotti o devo chiedere un permesso alla questura anche per questo?!

Spero di esservi stata utile e aspetto di sapere qual’è la vostra opinione in materia , fatemi sapere se vi siete mai scontrate con questa normativa e buon week end, dalla vostra Esteta.