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Giornalismo costruttivo Assunta Corbo
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Blog in rete: giornalismo costruttivo Assunta Corbo

Prima di conoscere Assunta Corbo non avevo idea di che cosa fosse il giornalismo costruttivo.
Lo ammetto!
Forse proprio per questo il quinto incontro di Blog in Rete è stato, per me, tra i più interessanti.

Il mio progetto professionale insieme alle altre blogger di Giulia Bezzi procede spedito e a febbraio è salita in cattedra Assunta Corbo, autrice e giornalista freelance, che con la sua lezione ci ha aperto gli occhi sul mondo delle notizie. Nel nostro Paese, ma non solo.

Potrei dire che Assunta è una giornalista “illuminata”. Non combatte la guerra contro i blogger, ma ha capito che questa nuova professione può arricchire anche quella del giornalista in uno scambio vantaggioso per entrambe le categorie.
Grazie a lei ho imparato che il giornalismo può essere negativo, positivo e costruttivo, e che proprio quest’ultima declinazione è quella che può fornire al lettore gli strumenti per un approfondimento completo.

Blog in rete: quinto incontro

Quale ruolo hanno i blogger e i giornalisti nell’attuale panorama dell’informazione, c’è spazio per entrambi? Si, a patto che ognuno faccia bene il proprio lavoro.
L’approccio di Assunta mi piace perché non è autoreferenziale. Durante la sua lezione siamo partiti proprio dal rapporto a tratti conflittuale tra due categorie professionali che troppo spesso non comprendono come poter collaborare.
Da un lato ci siamo noi blogger, che grazie ai nostri blog abbiamo iniziato a dare risposte concrete ai lettori; dall’altro ci sono i giornalisti, che soprattutto dopo l’avvento della comunicazione digitale hanno iniziato ad essere troppo distanti da chi legge i loro pezzi.

Che l’informazione abbia preso una deriva sensazionalistica lo abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.
Titoli ad effetto, spesso sconnessi dal pezzo, notizie create ad arte per collezionare click e condivisioni, notizie che di fatto non sono neanche vere notizie.
La macchina dei social network ha innescato un meccanismo poco virtuoso per chi si occupa di informazione.
Il giornalista tende ad ampliare il problema senza però dare delle soluzioni al lettore, che una volta finito di leggere l’articolo resta spaesato e con una grande frustrazione addosso per tutto quello che non va intorno a lui.

Abbiamo accesso ad una mole impressionante di notizie, ma facciamo fatica a filtrare quello che leggiamo e a comprenderne la reale portata.
In questo contesto il giornalismo costruttivo rappresenta una possibilità.
Contrariamente a quello che può sembrare, infatti, i lettori non sono assuefatti alla cattiva informazione, che subiscono ma non accettano.
Chiedono ai giornalisti maggiore responsabilità, maggiore accuratezza, maggior rigore, in un’ottica di qualità che forse non ha precedenti.
E tra un continuo susseguirsi di pessime notizie e un acritico condividere solo notizie positive, c’è il giornalismo costruttivo.
Che ti fornisce la notizia, anche se negativa, dandoti però delle soluzioni e degli spunti di riflessione per sviluppare un pensiero complesso.

Giornalismo costruttivo

Non a caso parlo di soluzioni, perché l’elemento caratterizzante del giornalismo costruttivo è proprio questo.
Prima di approfondire il tema insieme ad Assunta, credevo erroneamente che con la dicitura giornalismo costruttivo si intendesse un giornalismo votato esclusivamente alla diffusione delle buone notizie. Errore!

L’atteggiamento costruttivo sta proprio nel fornire al lettore nuovi strumenti di approfondimento per contestualizzare nel modo corretto la notizia, positiva o negativa che sia.
L’intuizione di questo approccio la dobbiamo ad uno psicologo, Martin Seligman, che per primo ha capito come mettere al servizio del giornalismo i fondamenti della psicologia positiva.
Seligman ha messo a punto uno schema concettuale da tenere bene a mente prima di scrivere un pezzo in chiave costruttiva, il cui acronimo è PERMA.

Il PERMA ci dice quali sono gli aspetti sui quali una notizia costruttiva dovrebbe porre l’accento, che sono:

  • Positive emotions – emozioni positive 
  • Engagement – il coinvolgimento di chi si dedica ad un’attività con gioia 
  • Meaning – il significato profondo
  • Relationship – le relazioni positive innescate da ciò che viene raccontato
  • Accomplishment – la realizzazione di un grande obiettivo, di un sogno, nonostante le difficoltà.

Nel giornalismo costruttivo le domande hanno uno scopo preciso. Non servono per installare dubbi fini a sé stessi in chi legge, ma per stimolare un dibattito.

Un pezzo scritto in chiave costruttiva ti spinge ad andare oltre la sensazione immediata che hai leggendo la notizia, ti sprona a capire come concretamente è possibile migliorare una situazione. Con un approccio concreto.

Questa modalità di fare notizia è recente nel nostro paese, mentre ha una storia un po’ più lunga nell’area nord europea.
Mi ha colpito perché, volendo fare un esempio preso in prestito dallo sport, l’ho immaginato come il miglior allenatore che si possa desiderare: spietato quando necessario, incoraggiante, obiettivo e sempre propositivo.

Chi è Assunta Corbo

Assunta ha addosso quell’energia contagiosa delle persone grate.
Del resto, il tema della gratitudine è centrale nella sua attività di giornalista e, probabilmente, anche nella sua vita.
Proprio su questo ha scritto due libri: il “Diario della gratitudine” e “Dire, fare… ringraziare”.

È una giornalista freelance, autrice e speaker, il giornalismo costruttivo è la cifra distintiva del suo lavoro.
Sul suo blog puoi trovare molti articoli scritti in chiave costruttiva e approfondire gli argomenti che di cui ti ho parlato in questo post.

In un mondo dell’informazione sopraffatto dalla guerra dei click e delle visualizzazioni ad ogni costo, credo che sia fondamentale per chi produce contenuti e fa divulgazione abbracciare la visione costruttiva.
Perché un modo nuovo di informare è possibile e il lettore che desideri informarsi lo deve pretendere.

Questo articolo fa parte di “Bloginrete” de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefitsrl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle, che ha come obiettivo primario ascoltare le donne, collaborare con tutti coloro che voglio rendere concrete le molteplici iniziative proposte e sorridere dei risultati ottenuti. È un progetto PER le donne, ma non precluso agli uomini, è aperto a chiunque voglia contribuire al benessere femminile e alla valorizzazione del territorio, in cui vivere meglio sotto tutti i punti di vista.

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