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Come curare i capelli dopo l'estate
Capelli

Capelli sani e forti: le regole d’oro da seguire dopo l’estate per capelli top!

Eccoci al famoso back to, che sia scuola o lavoro poco cambia, le vacanze sono finite e si torna alla routine abituale.

Diciamoci la verità, siamo davvero in pochi a mantenere la costanza nei trattamenti di bellezza durante il periodo estivo, un po’ per inedia e un po’ per il caldo, così quando si torna in città si fanno i conti con quello che c’è da sistemare, e di solito i capelli sono quelli messi peggio!

Spenti, opachi e spesso secchi e stopposi, tanto più rovinati, quanto meno ce li siamo coccolati durante l’esposizione solare.
Per capire bene questo discorso e soprattutto per analizzare cosa possiamo fare per porvi rimedio, soffermiamoci su come è fatto il capello osservando la sua struttura.

Come prendersi cura dei capelli dopo l'estate

Immaginando di avere davanti ai nostri occhi una sezione di un capello, potremmo osservare bene tre differenti zone:

  • Il midollo è la parte più interna del capello che in molte specie animali ha funzione di termoregolazione, azione persa nell’uomo;
  • La corteccia composta da cellule distribuite ed organizzate in microfibrille immerse in una matrice ricca di proteine tra cui prevale la cisteina; queste microfibrille si distribuiscono in fasci a formare macrofibrille che garantiscono la solidità della struttura e l’elasticità della fibra capillare. Immerse nella matrice cellulare delle cellule corticali si trovano distribuiti i melanociti, cellule atte a produrre la melanina, il pigmento colorato, che sono quindi responsabili del colore dei nostri capelli;
  • La cuticola la parte più esterna dove le cellule, piatte, rigide e trasparenti, sono distribuite come le tegole di un tetto in multistrato variabile tra 3 e 10 strati. La sua funzione è quella di proteggere e mantenere ben salda la parte interna.

Ora che sappiamo come è fatto un capello è facile capire che il nostro obbiettivo è quello di mantenere le squame esterne il più chiuse possibile per far sì che mantengano la parte strutturale al loro interno e riflettano al meglio la luce facendo apparire le nostre chiome più lucide e corpose

Eccoci quindi al problema: sole, mare, salsedine, cloro, lavaggi frequenti, spazzolature energiche requenti, piastre e ferri caldi, e chi più ne ha più ne metta, sono tutti fattori che tendono a seccare la fibra del capello e rendere le cuticole esterne meno allineate con un conseguente  sollevamento delle stesse.

In cosa si traduce questo?

  • Colore spento perché la luce non riflette più su una superficie uniforme, cosa che noteranno ancora di più le chiome con colorazione artificiale perché il sole tende a sbiadire più velocemente la colorazione;
  • Viraggi al rossiccio o al verdastro per l’ossidazione dei pigmenti sia artificiali che naturali. In pratica accade che la cuticola esterna si solleva e “fa vedere quel che c’è sotto” quindi i pigmenti rossicci che sono quelli che solitamente prevalgono nella composizione della melanina, specie se i capelli sono scuri.
    Pensate a quando fate le meches: capita che il parrucchiere apra la cartina per vedere il grado di schiaritura raggiunto, questo proprio perché il capello passa dal rosso all’arancio al biondo via via che perde pigmento;
  • Capelli crespi perché le squame sollevate tendono ad intrecciarsi tra loro causando più nodi e si crea quindi maggiore attrito che genera elettrostaticità (e quindi nuvoletta di crespo);
  • Si riduce l’elasticità del capello manifestando quell’aspetto stopposo che tanto ci infastidisce;
  • Cuoio capelluto ragionevolmente arrossato e teso perché magari gli abbiamo fatto prendere troppo sole.

Come rimediare a questi inestetismi?

Per rispondere a questa domanda, devo farti una piccola parentesi sul ciclo di vita del capello.

Il ciclo vitale del capello

Il capello ha il suo ciclo di vita all’interno dell’ipoderma dove nasce dalla papilla dermica, cresce differenziando le sue cellule mentre sale attraverso gli strati del derma e finisce il suo ciclo riproduttivo, potremmo dire “muore” quando arriva al bulbo pilifero, il foro di uscita che vediamo sul nostro cuoio capelluto e cade; queste fasi vengono comunemente chiamate

  • fase anagen, in cui il capello cresce di circa 1 cm al mese per circa 4 anni;
  • fase catagen , un periodo breve di circa 4 settimane in cui il capello smette di crescere e passa poi alla fase finale;
  • fase telogen che ha una durata variabile di 3 mesi, in cui il capello si stacca e cade.

Questo significa che la lunghezza dei capelli che vediamo noi è quella che ormai non ha più riproduzione cellulare, di fatto è materia morta; questo però non significa che non si possa fare qualcosa per migliorarla e, soprattutto, mantenerla al meglio.
In particolare sarà fondamentale lavorare sulla parte condizionante e sul mantenimento di idratazione e nutrimento del fusto, in modo da rendere le cuticole esterne più levigate e chiuse.

Come prendersi cura dei capelli dopo l'estate

Con la giusta routine si può quindi prevenire, mantenere e a volte anche salvare una situazione capelli che appare irrecuperabile. Vediamo insieme alcuni utili suggerimenti da mettere in pratica

  1. Scegliere un trattamento idratante e stimolante da eseguire periodicamente sul cuoio capelluto, in modo da rendere più elastico lo scalpo e ottimizzare la circolazione che renderà il capello più brillante;
  2. Lavorare sul nutrimento delle lunghezze con impacchi e maschere regolari. Anche il colore, su una superficie più piena, risulterà più uniforme e si eviteranno spiacevoli viraggi dovuti ad un capello secco e sottile;
  3. Mai sottovalutare il prodotto di styling da inserire nella tua abitudine, così come succede per l’applicazione della crema viso. Il prodotto leave in aiuterà infatti nella parte condizionante facilitando la piega e contribuendo al mantenimento della morbidezza e compattezza delle ciocche.

Ci sono casi in cui le punte dei capelli sono però talmente rovinate che l’unico impacco che funziona è quello che i miei amici parrucchieri chiamano amichevolmente “impacco di forbici”, vale a dire tagliare I capelli.

Quanto tagliare, credimi, che si vede a occhio nudo e soprattutto si sente al tatto: passati una ciocca tra le dita e fai bene caso a fin dove la ciocca scorre agilmente e dove invece le dita si fermano o dove avvertono la struttura consumata è svuotata.
Ecco: quella parte delle lunghezze che continui a sentire così anche dopo aver fatto un ciclo di maschere condizionanti è quella che dovrai salutare.

Alle affezionate del lungo ad ogni costo posso solo ricordare questo: tagliare le parti rovinate aiuta a rendere più compatta la chioma, che risulterà quindi nel complesso più piena, corposa e sana.

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