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Eventi

Giveaway: la normativa italiana in materia – aggiornato 27.04.17

[Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2017]

Giveaway, giveaway, croce e delizia di tutti coloro che in questi ultimi anni hanno costruito un’attività on line!
Eh già, perché sulla moda del giveaway lanciata da blogger e youtuber anglosassoni se ne sono sentite dire di tutti i colori.

Cosa sono i giveaway?

Sono dei contest, dei piccoli concorsi on line con cui assegnare un premio ai propri follower per accrescerne il numero ed ampliare la propria notorietà.

Mi sono imbattuta nella complicata normativa italiana sui giveaway 4 anni fa, quando mi informai per organizzarne uno mio e alla fine decisi di lasciar perdere!
Oltre ad essere una beauty blogger ho anche una solida formazione giuridica e mi sono trovata più volte a sviscerare l’argomento arrivando – almeno fino ad una settimana fa – alla felice conclusione che in Italia fosse impossibile organizzarli in maniera lecita e trasparente.

Pena? Multe salatissime!

La legge però, fortunatamente, cambia e si evolve con l’evolversi della società ed ho recentemente scoperto grazie a questo prezioso contenuto di Leevia Blog che ci sono state delle importanti precisazioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, tali da aprire una strada verso l’organizzazione dei giveaway e portarmi ad aggiornare questo post.

Giveaway, la normativa italiana.

Iniziamo col dire che nel nostro Paese non c’è una normativa ad hoc dettata appositamente per i concorsi che nascono sul web.
Di solito tali iniziative hanno come scopo solo quello di far conoscere un blog o altro canale social (YouTube, Instagram, Facebook), offrendo in palio premi che spesso non superano nel totale il valore di qualche decina di euro.
In mancanza di qualcosa di più specifico, la disciplina di riferimento è dunque quella dettata dal DPR del 26 Otto­bre 2001, n. 430 che rego­la­menta le mani­fe­sta­zioni a pre­mio e, per­tanto, anche i con­test e i givea­way.

Cosa prevede questo DPR qualora qualcuno volesse indire una manifestazione a premi?

La legge parla chiaro.
Chiun­que decida di orga­niz­zare un con­corso lo deve comu­ni­care con 15 giorni di anti­cipo al Mini­stero dell’Economia e dello Svi­luppo (orga­ni­smo che segue le mani­fe­sta­zioni a premi) attra­verso la com­pi­la­zione di moduli appo­siti, pre­sen­tando il rego­la­mento del con­corso e la docu­men­ta­zione che attesti l’avvenuto ver­sa­mento della cau­zione, necessaria per garan­tire l’effettiva cor­re­spon­sione dei premi pro­messi.
Il tutto deve essere fatto alla immancabile pre­senza di un notaio, che dovrà garan­tire la buona fede dell’estrazione nel caso si uti­liz­zino sistemi come random.org per sta­bi­lire il vincitore.

E cosa succede se io non avessi voglia di spendere 1000 euro per assegnare un premio che ne vale, forse, 40?
La sanzione in cui potrei incorrere va da 50.000 a 500.000 euro.

Si, avete letto bene… Dura lex, sed lex.

Vediamo cosa dice la legge più nel dettaglio.

La normativa definisce come concorso a premi le manifestazioni che rispecchino una o più delle seguenti modalità:

Art. 2 (Concorsi a premio)

Sono considerati concorsi a premio le manifestazioni pubblicitarie in cui l’attribuzione dei premi offerti, ad uno o più partecipanti ovvero a terzi, anche senza alcuna condizione di acquisto o vendita di prodotti o servizi, dipende:

a) dalla sorte, sia che l’estrazione dei vincitori sia organizzata appositamente, sia che si faccia riferimento ad altra estrazione o ad altra designazione che dipende comunque dalla sorte;

b) da qualsiasi congegno, macchina od altro, le cui caratteristiche consentano di affidare unicamente all’alea la designazione del vincitore o dei vincitori dei premi promessi;

c) dall’abilità o dalla capacità dei concorrenti chiamati ad esprimere giudizi o pronostici relativi a determinate manifestazioni sportive, letterarie, culturali in genere o a rispondere a quesiti o ad eseguire lavori la cui valutazione è riservata a terze persone o a speciali commissioni;

d) dall’abilità o dalla capacità dei concorrenti di adempiere per primi alle condizioni stabilite dal regolamento, purché le modalità dell’assegnazione dei premi siano oggettivamente riscontrabili e i concorrenti che non risultino vincitori possano partecipare all’assegnazione di ulteriori premi.

È evidente che, mettetela come vi pare, un giveaway potrebbe rientrare in pieno nei punti che vi ho appena illustrato.

Quindi, affiché un qualunque contest non possa essere considerato come un concorso a premio, NON deve presentare queste caratteristiche:

  • Non deve esser presente alcuna estrazione;
  • Non si devono far esprimere giudizi a chi commenta;
  • Non si devono fare pronostici;
  • Non si possono fare quiz;
  • Non si può scegliere il vincitore in base alla propria abilità nel fare qualcosa se questa viene valutata da terzi, ad esempio “il più bel make up votato su Facebook”;
  • Non si deve inserire nessuna estrazione finale oltre al premio in palio.

L’art. 6 del DPR, tuttavia, prevede alcune esclusioni che non renderebbero applicabile la normativa in esame.
A norma di questo articolo NON sono considerati concorsi e operazioni a premio:

a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività;

b) le manifestazioni nelle quali è prevista l’assegnazione di premi da parte di emittenti radiotelevisive a spettatori presenti esclusivamente nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni stesse, sempreché l’iniziativa non sia svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese;

c) le operazioni a premio con offerta di premi o regali costituiti da sconti sul prezzo dei prodotti e dei servizi dello stesso genere di quelli acquistati o da sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo, o da quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere;

d) le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di minimo valore, sempreché la corresponsione di essi non dipenda in alcun modo dalla natura o dall’entità delle vendite alle quali le offerte stesse sono collegate.

e) le manifestazioni nelle quali i premi sono destinati a favore di enti od istituzioni di carattere pubblico o che abbiano finalità eminentemente sociali o benefiche.

Giveaway, la questione del modico valore.

Leggendo l’elenco soprastante sono sicura che anche voi lo avrete notato: l’unica possibilità per coloro che operano sul web è data da quella lettera d) e dalla definizione di “minimo valore”.

Cosa si intende per modico valore, dato che non è specificato un importo preciso?

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, in un parere scritto sul punto, riteneva fino a poco tempo fa “minimo” un valore pari o inferiore a 1 euro.
Questo orientamento di fatto tagliava le gambe a tutti i contest e giveaway, perché trovare un premio appetibile per il follower con un valore così irrisorio non era impresa facile.
Qualunque premio offerto superiore a quella cifra faceva automaticamente rientrare il contest in un concorso a premi, con le limitazioni di cui abbiamo già detto e rischio di sanzioni molto pesanti in caso di infrazione.

Recentemente il Ministero ha però innalzato la soglia del minimo valore, portandola a 25,82 €.

Questa precisazione non si trova nella legge, che è rimasta invariata, ma nelle FAQ del Ministero dove lo stesso risponde, precisando quando necessario, su quesiti circa l’interpretazioni dei testi normativi ufficiali.

Innalzando la soglia del minimo valore, il Ministero dello Sviluppo Economico apre di fatto una porta all’organizzazione di piccoli giveaway, che in molti settori potranno finalmente essere organizzati senza la paura delle violazioni di legge.
Nonostante il web sia sempre stato pieno di contest e concorsi vari, ho sempre diffidato da coloro che li organizzavano in palese violazione di una legge che, per quanto obsoleta, è pur sempre il riferimento normativo cui ispirarsi.

Sull’effettiva utilità di organizzare un giveaway per accrescere la propria notorietà nel web ci sarebbe da discutere.
Sicuramente agli albori del fenomeno blog e YouTube era possibile, con un piccolo premio, ottenere un discreto seguito di persone.
Adesso, nel 2017, ritengo che sia più furbo investire gli stessi soldi in una campagna Facebook ben organizzata e strutturata.

Ma questa, evidentemente, è un’altra storia.

Avete domande o dubbi sull’organizzazione dei giveaway? Scriveteli nei commenti e sarò felice di aiutarvi.

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0 risposte a “Giveaway: la normativa italiana in materia – aggiornato 27.04.17”

  1. Roba da pazzi! Ci vuole davvero coraggio a mettere per iscritto che “valore minimo” significa “inferiore ad 1 euro”. Solidarieté! Comunque per la domenica a casa tua devi fare una D.I.A. (scherzo!)

  2. Le normative italiane sono un cancro..Invece di pensare alle cazzate truccose, badassero ad altro!
    Che poi, voglio dire, se io voglio regalare un lucidalabbra saranno ben cavoli miei! Perchè devo incorrere in sanzioni? Mica lo rivendo ad un prezzo maggiorato..

  3. Intanto grazie per l’esaurientissimo articolo. Brava Esteta! Purtroppo il nostro Stato ci regala leggi che “penalizzano” e “ammazzano” chi cerca di lavorare onestamente. So di persone che hanno aperto una società in Inghilterra, dove questi concorsi sono regolati in maniera del tutto “umano” sia dal punto di visto di leggi che ti tassazione. E’ sempre più evidente che ci ridurranno in schiavità totale. Qualsiasi cosa uno si inventi per poter campare (onesta intendo), viene boicottato. L’unica cosa da fare per me è non avere niente di intestato, e non pagare un accidenti di multe o altro.
    Vorrei poi chiedere: ma anche l’azienda che fornisce il prodotto da recensire/regalare rischia? Lo chiedo perchè per il mio lavoro mi scrivono tantissime blogger, che forse non immaginano nemmeno lontanamente tutte le info che tu ci hai fornito.

    • Grazie per i complimenti, scrivere questo post cercando di essere chiara, completa e sintetica non è stato facile!

      Rispondendo alla tua domanda: certo che rischia, rischia le stesse sanzioni che rischia il/la blogger, perchè comunque anche – e soprattutto – se si tratta di azienda commerciale dovrebbe seguire lo stesso tutta la procedura prevista dal DPR.

      Mi capisci, se io dico “ok, faccio un giveaway in collaborazione con l’azienda X la quale gentilmente mi fornisce tutti i prodotti da assegnare” significa che il concorso è organizzato da due soggetti e non da uno solo.

      Infatti informandomi proprio per scrivere questo post ho letto che in passato alcune aziende hanno fatto firmare delle liberatorie alle blogger, le quali si assumevano in toto la responsabilità dell’evento; una cosa che personalmente non me la sentirei di fare perchè a mio avviso non ne vale la pena.

      Io ho già rinunciato a fare il giveaway del mio blog con prodotti regolarmente acquistati da me, figuriamoci!

      Purtroppo se la legge non cambia io non ho intenzione di organizzare contest di questo tipo, che sono troppo rischiosi rispetto al ritorno in termini di visibilità che possono dare.

      Meglio continuare tranquillamente a fare il proprio “lavoro” sul blog che arrischiarsi ed esporsi alla denuncia facile, almeno io la vedo così.

      Per completezza ti segnalo la risposta che è stata data proprio dal Ministero competente ad una blogger che è stata segnalata proprio per un giveaway: “Premesso che se si parla di pesca, essa può essere svolta solo da associazioni senza fini di lucro o ONLUS, comitati ecc. con le modalità ed i limiti di cui agli articoli 13 e 14 del d.P.R. n. 430/2001 di cui competenti sono i Monopoli di Stato, il Prefetto della provincia ove si svolge la manifestazione o il Sindaco del Comune, quando si organizzano le iniziative da Lei descritte, che hanno i caratteri di un concorso a premio, colui che le fa dovrebbe essere iscritto al Registro imprese perché sui premi dati in palio devono essere pagate le imposte e le manifestazioni a premio, in base all’art. 5 del d.P.R. n. 430/2001, possono essere svolte esclusivamente dalle imprese. In realtà, se però non si acquista nulla per partecipare ed il bene dato in premio ha il valore di mercato non superiore ad euro 1,00, tali iniziative beneficiano dell’esclusione dagli adempimenti di cui al citato d.p.R. n. 430/2001.
      Qualora invece siano concorsi a premio sottoposti alla disciplina predetta, e il soggetto non è impresa, vi sarà segnalazione alla GdF e all’Agenzia delle Entrate per verificare se tali soggetti svolgono attività di impresa evadendo il fisco.”.

      Direi che è chiaro.

  4. Ciao, cercando argomenti relativi ai giveaway mi son trovata a leggere il tuo articolo e sono rimasta senza parole. Vorrei fare una domanda visto che avevo in mente anche io di fare questa cosa che mi piace anche molto, la domanda è questa, ciò che metterei in palio io sono oggetti realizzati da me artigianalmente non acquistati o di marca insomma, rischio una sanzione ugualmente? Mi associo pienamente al commento sopra che dice lo stato penalizza chi vuole lavorare o cmq far qualcosa onestamente è assurdo, mi fa venire certi nervi questo!

    • Ciao Annarita.
      Nelle mie ricerche mi ero imbattuta in casi simili al tuo e la risposta mi pare che sia comunque si.
      Tra l’altro la ragazza che ha richiesto il parere al ministero ha un blog di bigiotteria che realizza lei stessa, quindi un caso analogo al tuo.
      In ogni caso vado a memoria e non sono sicura al 100%, magari ci riguardo e ti segnalo i link che ho usato io per ricostruire le vicende.
      Concludendo: si, in Italia ostacolano qualunque attività.

  5. Ciao, complimenti hai scritto un articolo stupendo e di una chiarezza cristallina!
    Me lo sono stampato… 🙂
    Purtroppo mi dai brutte notizie…accidenti!
    Sapevo che esisteva una normativa tortuosa su questo tema ma non pensavo fosse addirittura così assurda.

    Personalmente non credo di avere problemi perché offro prodotti digitali che dò normalmente in omaggio, non sono in vendita, quindi “non hanno valore”. Che ne pensi?

    Invece questa legge mi crea problemi nei confronti di clienti che curo e avrebbero prodotti “reali” da regalare.

    Non credi esista una scappatoia?

    Grazie comunque per il contributo.

  6. Veramente un’assurdità! Ho scoperto il tuo articolo perchè anche io come te ho un blog di arredamento (www.cheaphomeart.it dovesse interessarti) e volevo indire un giveaway con qualche premio simpatico per le mie lettrici. Quando ho letto che il premio doveva essere di valore inferiore a un euro ci sono rimasta malissimo! In primis perchè non faccio regali a un euro (tanto vale non farli proprio a parere mio) e poi perchè ormai non si trova manco nulla a un euro! Ma poi che cattiveria…si sa che questi giveaway si fanno anche per farsi conoscere un po’, per acquisire un po’ di visibilità e, perchè no, essere notati. Io personalmente sto cercando in tutti i modi di far conoscere il mio blog più che posso, perchè è la mia passione e vorrei diventasse il mio lavoro. Ma così ci tappano le ali! Comunque bel post e sappi che non sei l’unica ad essere arrabbiata! Complimenti per il blog!

  7. Occupandomi di omaggi e concorsi, mi sono un po’ fatta una cultura sui giveaway.
    Per non essere un concorso, non ci deve essere estrazione né qualcosa che riconduca alla fortuna e al caso, quindi molte blogger e siti hanno risolto in questo modo (però non è sicuro nemmeno così al 100%):

    – Regalare prodotti senza indire un giveaway, ma scegliendo un utente in base al proprio insindacabile giudizio (non c’è estrazione, perché nulla è dato al caso, ma sei te a decidere, su alcune tue basi qualitative). Se vuoi premiare un utente, puoi inviare un regalino.
    Non riceverai gli stessi mi piace/pubblicità che riceveresti con un giveaway, ma è comunque un incentivo alle altre di seguirti e una sorta di ringraziamento 🙂

    – Mettere i prodotti come da testare, regalati in base ad uno specifico profilo.

    Lo Stato, dove può, cerca di incassare..

    Comunque al termine dei giveaway, molte che non vincono tolgono i mi piace o comunque non partecipano più.
    Spesso partecipa anche chi non ha mai seguito il tuo blog, magari vincono anche, e non si fanno più vive dopo la vincita.

  8. Ciao esteta, sono amelia e dato che avevo intenzione di fare un giveaway sul mio blog dopo tutto quello che ho letto mi è passata la voglia sinceramente. Mi sa che seguo il tuo esempio: un tè tra amiche a casa mia e ciao a tutti! Sinceramente è una vergogna che in Italia siamo così indietro. mi viene voglia di andarmene e basta!
    comunque se ti va passa a trovarmi sul mio blog
    http://marypoppins1968.wordpress.com

  9. Interessante…. siccome faccio il contest per regali videogiochi (valore 70 euro) su facebook per tutti i fan…questo significa che rischio sanzioni anche per chi non vive in italia? (io sono svizzero per la precisione). Credo che dipende dal paese a paese………pero’ leggendo il tuo post mi lascia dubbi e perplesso -.-

  10. Cose da pazzi!!! Ho letto anche io la “normativa”, perchè anche a me sarebbe piaciuto poter premiare le mie lettrici con un piccolo giveaway ma appena ho realizzato tutto quello che bisogna fare per “essere in regola” e le cifre assurdamente folli – non c’è altro modo per definirle – ho pensato: ma in che razza di Paese vivo? Bisognerebbe fare una qualche petizione, tutte noi blogger italiane ci dovremmo impegnare affichè venga modificato questo decreto osceno!!!

    • Forse adesso che siamo di più qualcosa si potrebbe anche fare… Il problema è che io vedo molto egoismo nel mondo blogger e poca voglia di fare gruppo, non so se sei d’accordo…

  11. Capisco l’indignazione ma non pensiate che sia l’Italia il problema. Se lavori in un negozio di alimentri non puoi comunque regalare un panino, cioè lo puoi fare ma ci devi pagare le tasse. Il problema in queste legiferazioni è che la burocrazia non è equiparata all’azione che permetterà di svolgere. Basterebbe un autocertificazione ed un bollo invece che il notaio e tutto sarebbe più snello e conveniente. Bisognerebbe altresì studiare la legislazione in fatto di giveaway di prodotti “usati”

  12. Grazie per i chiarimenti. Ho un blog di ricette con relativa pagina sui vari social, presa dall’entusiasmo di tutti questi giveaway che vedo, volevo crearne uno per svegliare un po’ i miei followers per farli interagire con me. Non sapendo da che parte iniziare ho cercato su Google e mi sono imbattuta sul tuo articolo. Grazie mi sei stata molto utile e rinuncerò pure io! Ho il sospetto che tutti quelli che li organizzano non conoscano il rischio….

    • Ciao Valentina! Intanto grazie per il feedback, io sono anche una giurista e ho scritto questo post studiando nel dettaglio la normativa. Credo che chi continui a farli confidi, piuttosto, nel fatto che tanto “chi vuoi che se ne accorga!”.
      Un ragionamento che personalmente non condivido, anche se naturalmente ognuno è libero di fare ciò che vuole.
      Io preferisco essere in regola e non rischiare.

  13. Ragazzi non ho parole, stavo organizzando il mio primo giveaway in Italia, premetto che ho vissuto tanti anni in USA e ne ho organizzati parecchi lì per le mie attività, e mi sono imbattuta in questo articolo (grazie per averlo scritto) e adesso sono totalmente spiazzata, ci lavoro da un bel pò stavo facendo una cosa carina, ma perchè in questo paese le cose devono essere così difficili?
    Scusate lo sfogo…

    Quoto Roberta per la petizione.

  14. L’Italia fa veramente schifo…
    Ho letto il tuo commento facendo una ricerca perché sentivo una mia amica accennare l’illegalità dei give away in un suo vlog… Mi sembrava assurdo e i fatto è in perfetto ITALIAN STYLE!
    Altro ke fuga di cervelli…
    Fuga anche di braccia… Di gambe… Di qualunque cosa respiri!!!

  15. Go letto che leggendo le faq del ministero hanno innalzato la soglia del “modico valore” a 25/30 euro, puoi confermarmi con il link da dove hai letto questa notiziaa?

  16. Grazie dell’informazione! Ho una domanda. Supponiamo che faccia un giveaway con una ricompensa di valore inferiore ai 25€. Non mi è chiaro con che modalità posso scegliere il vincitore, visto che il sorteggio mi pare escluso. Grazie se potrai rispondermi!

  17. Ciao Carlotta,

    Non mi è chiara quale possa essere la modalità di scelta del vincitore però, dato che a quanto capisco l’estrazione non è possibile. O non ho capito io?

    • Ciao Myriam, in verità se il premio è inferiore a quell’importo credo che il metodo di estrazione non sia rilevante, perché comunque non rientra (dato il minimo valore) nella normativa dei concorsi.
      È un caso di esclusione e quindi non si applica la legge per i concorsi.

  18. Ti ringrazio. È che io agli esami di diritto non ho mai preso più di 25, vedi perché? 😉
    (Scusa per il commento doppio, pensavo che il primo non fosse partito)

  19. Ciao pensavo di mettere in regalo un portachiavi sulla mia pagina fb Tres Jolie creations
    Chiederei un luke e condivisione,
    Pensi che posso farlo?
    E come potrei decidere il vincitore senza una estrazione?

    • Ciao giada, scusa il ritardo nella risposta ma sono stata malata!
      Allora, la questione è in verità più semplice: se l’importo del regalo non supera le soglie di legge allora non sei nella normativa dei concorsi e, volendo, puoi procedere a scegliere il vincitore come vuoi. Le limitazioni subentrano solo se superi l’importo e cadi nella normativa concorso.

  20. Ciao ho letto il tuo articolo ed è davvero ben fatto, ma ho una domanda se il giveway lo creo in facebook come contest fotografico e regalo in cambio uhn buono per stampare fato del valore inferiore a 25 € posso scegliere i vincitori per mezzo dei like sulle foto?
    Ti ringrazio in anticipo

    • Ciao Lisa, eccomi. Scusami per il ritardo ma come dicevo a Giada sono stata malata la scorsa settimana.
      Se il premio non fa rientrare il contest nella normativa concorsi, allora puoi procedere con le regole di estrazione che vuoi.
      I limiti subentrano solo se ricadi nella normativa concorsi.

  21. Ciao ho letto il tuo articolo ed è davvero ben fatto, ma ho una domanda se il giveway lo creo in facebook come contest fotografico e regalo in cambio un buono per stampare fato del valore inferiore a 25 € posso scegliere i vincitori per mezzo dei like sulle foto?
    Ti ringrazio in anticipo

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